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Martedì, 23 Ottobre , 2018
‘Noi fuori linea, ma è necessario’ La lettera di Tria a Bruxelles
Mario Sensini - Corriere della Sera - pag. 2
Il Governo non modifica la manovra di bilancio ma garantisce alla Ue che il maggior deficit necessario è comunque un ‘tetto massimo e che ci saranno misure automatiche per riportarlo in linea in caso di un suo scivolamento. L’Esecutivo spera, comunque, in un dialogo ‘leale e costruttivo’. Già attesa per domani la bocciatura di Bruxelles. Nella risposta alle osservazioni della Commissione Ue il ministro dell’Economia Giovanni Tria scrive che la scelta di una legge di bilancio espansiva è stata una decisione difficile ma necessaria, per il ritardo dell’economia nel recuperare il terreno perduto e per le drammatiche condizioni economiche in cui vivono fasce deboli della popolazione. Il cammino verso il pareggio di bilancio, scrive Tria, riprenderà dal 2022. La Commissione europea rivendica il proprio ruolo di arbitro. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘‘La manovra non cambia’. Ma si lavora a correzioni sui costi’ – pag. 3)

Conte prova a fare argine Chiama Juncker e Merkel: tratteremo a oltranza
Emanuele Buzzi - Corriere della Sera - pag. 2
Il premier Conte cerca il dialogo con la diplomazia europea. Domenica ha telefonato personalmente alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Un gesto che segue la strategia di un abbassamento dei toni, dopo le polemiche che nelle scorse settimane hanno coinvolto i vice premier Salvini e Di Maio. Nelle sue telefonate il presidente del Consiglio ha voluto spiegare i motivi di una risposta ferma, argomentare alcune scelte e la convinzione di come queste possano portare benefici all’Italia e, di conseguenza, all’Europea e – soprattutto – rassicurare che non c’è la volontà di una Italexit, di una uscita dell’Italia dall’Unione. Le telefonate a Juncker e Merkel evidenziano la volontà di un confronto franco e cordiale. Conte è pronto a un ‘confronto a oltranza’ in tutte le sedi. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Con la Ue non serve lo scontro’ – pag. 4)

L’imbarazzo della Ue all’ultimo bivio La bocciatura ora è sul tavolo
Francesca Basso - Corriere della Sera - pag. 3
La risposta del ministro dell’Economia Tria alla richiesta di chiarimenti contenuta nella lettera inviata giovedì scorso dal vicepresidente della Commissione Ue Dombrovskis e dal Commissario agli Affari economici Moscovici è amichevole nei toni ma non cambia nella sostanza. Bruxelles prende atto. E quasi certamente oggi il Collegio dei commissari Ue esprimerà un’opinione negativa della bozza della legge di Bilancio. Dunque una bocciatura. Chiederemo all’Italia – dice Moscovici – di rimandarci un’altra legge di Bilancio che tenga conto delle osservazioni, delle domande e delle regole europee. Bruxelles per la prima volta si trova a gestire una situazione del genere. La possibilità di respingere una legge di Bilancio finora non è stata mai usata. La Commissione Ue non vuole uno sconto e apre al dialogo. In caso di bocciatura l’Italia avrà tre settimane per inviare un nuovo documento programmatico di bilancio. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Oggi bocciatura di Bruxelles ‘Ma niente crisi con Roma’’- pag. 3)

Moody’s, lettere e dichiarazioni mandano lo spread in altalena
Morya Longo - Il Sole 24 Ore - pag. 2
La giornata di ieri è stata caratterizzata da una grande volatilità. In apertura lo spread è sceso a 283 punti base e Piazza Affari è salita del 2%. Poi è arrivato il cambio di umore, tanto che alle 15 il differenziale BTp-Bund tedeschi è tornato a 308 punti base e la Borsa era in perdita dello 0,79%. Infine il clima si è nuovamente rasserenato. Ma per poco. Oscillazioni violente, insomma, accompagnate dall’incertezza. I mercati risentono del braccio di ferro tra Roma e Bruxelles. E’ incerto il testo finale della manovra 2019. Come è incerta la tenuta del governo. Parimenti incerto il giudizio che venerdì arriverà da Standard & Poor’s. Regna la volatilità.

Integrativa entro 100mila euro, plafond totale per le imposte
Dario Deotto - Il Sole 24 Ore - pag. 26
Analizzando il decreto fiscale si individua un’integrativa molto speciale e, soprattutto, limitata e un po’ criptica. I contribuenti hanno la possibilità di correggere errori od omissioni e integrare, entro il 31 maggio 2019, le dichiarazioni che sono state presentate entro il 31 ottobre 2017 ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, delle ritenute e dei contributi previdenziali, dell’Irap e dell’Iva. Eliminato, rispetto alle prime bozze, ogni riferimento all’Ivie e all’Ivafe. Viene stabilito che l’integrazione degli imponibili è ammessa ‘nel limite di 100mila euro di imponibile anno, ai fini delle imposte di cui al precedente periodo e comunque non oltre il 30% di quanto dichiarato’. Fin qui tutto chiaro. Viene però stabilito che ‘resta fermo il limite complessivo di 100mila euro di imponibile annuo per cui è possibile l’integrazione’. Significa che il plafond massimo è comunque di 100mila euro, sommando gli imponibili dei vari tributi.

Sostitutiva al 20% a rischio incostituzionalità
D.D. - Il Sole 24 Ore - pag. 26
La lettura del testo relativo alla nuova dichiarazione integrativa speciale presenta molti dubbi. Alcuni tutto sommato semplici come quelli legati all’individuazione del plafond annuo di 100mila euro, che avrebbe potuto essere risolta in modo più semplice. Un’altra questione, davvero semplice, è relativa alla rateizzazione dei pagamenti. Non si capisce perché chi paga a rate deve pagare la prima rata ben due mesi dopo rispetto a chi paga in unica soluzione. Le questioni più rilevanti riguardano invece l’imposta sostitutiva del 20%. Con la dichiarazione integrativa speciale viene prevista la possibilità di pagare un’imposta – inferiore anche alla più tenue aliquota Irpef – che, di fatto, va ad agevolare chi ha evaso, ed oggi si ravvede, rispetto a chi ha regolarmente pagato le imposte. Non si capisce il senso di tutto questo. Ci si chiede se rispetti l’art. 53 della Costituzione.

Nello sport condono con limite a 30mila euro
Gabriele Sepio - Il Sole 24 Ore - pag. 28
Nel decreto fiscale è presente una sanatoria speciale per le associazioni e società sportive dilettantistiche con alcuni limiti. Per correggere omissioni ed errori nelle dichiarazioni le Asd e Ssd potranno avvalersi dell’integrativa speciale ma solo nel limite di 30mila euro di imponibile annuo. Per gli altri contribuenti l’integrazione è ammessa nel limite di 100mila euro di imponibile e, comunque, non oltre il 30% di quanto dichiarato. Sarà bene prestare attenzione al diverso criterio per il calcolo della soglia massima: per le Asd e Ssd, infatti, non si fa riferimento a una percentuale rispetto al dichiarato, ma solo al limite fisso di 30mila euro. A prima vista la misura sembrerebbe essere penalizzante per il mondo sportivo. Superata la soglia, infatti, le società e associazioni sportive non dovrebbero poter accedere ai più ampi margini concessi per l’integrativa speciale destinata alla generalità dei contribuenti. Al di fuori di questa ipotesi, alle Asd o Ssd sembra essere invece riservato un trattamento di maggior favore. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Integrativa speciale a maglie larghe’ – pag. 32)

Formazione 4.0 senza bussola sul bilancio ‘revisionato’
Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - pag. 30
Credito d’imposta ‘formazione 4.0’. Restano poche settimane per certificare le spese sostenute nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017. L’articolo 5 del decreto attuativo 4 maggio 2018 assoggetta l’utilizzo in F24 del credito d’imposta sia all’inizio del periodo d’imposta successivo che all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione. L’assolvimento di questo onere, quindi, ha effetto sia sulla spettanza che sul momento di utilizzo. Sul punto si riscontrano perplessità che né il decreto né la relazione risolvono. La legge istitutiva e il decreto prevedono che l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa debbano risultare da certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale; in mancanza, l’impresa deve rivolgersi a un revisore legale esterno o a una società di revisione. La legge di Bilancio 2018 però afferma che le imprese con bilancio revisionato sono esenti. Vanno chiarite le modalità di certificazione delle spese ammissibili.

Esenzione dall’Ici per le scuole paritarie
Giancarlo Tattoli - Il Sole 24 Ore - pag. 30
Per l’immobile di proprietà la scuola paritaria ha diritto all’esenzione Ici. E se il Comune intende revocare l’esenzione con accertamento, deve attivare il contraddittorio. Ad affermarlo la Ctr Lombardia con la sentenza 4400 del 18 ottobre 2018. Sui temi del contraddittorio e dell’Ici per le scuole paritarie ancora non si è giunto ad una definizione. Anche la Commissione europea non si è pronunciata definitivamente. I giudici tributari d’appello hanno ritenuto applicabile al caso analizzato l’articolo 91/bis, comma 3 del dl 1/2012 e il regolamento attuativo Dm 200/2012 necessari ad assicurare parametri ai principi di incerta e non facile applicazione, delineati dalla Cassazione e del Consiglio di Stato. La scuola concordava con il Comune il pagamento di rette concordate e vincolanti in funzione del reddito delle famiglie. Il Municipio ogni anno versava un contributo perequativo. A questa modalità di gestione i giudici hanno riconosciuto i fini sociali che giustificavano l’esenzione da Imu.

Pace fiscale in cerca di appeal
Cristina Bartelli - Italia Oggi - pag. 30
In Parlamento il decreto fiscale sarà riveduto e corretto. Sarà possibile definire agevolmente anche avvisi bonari e controlli automatizzati finora esclusi. Ad annunciarlo il sottosegretario all’economia Massimo Bitonci che conferma la volontà di intervenire in sede di conversione per ampliare la struttura della definizione agevolata. I tecnici dell’Economia lavorano anche per inserire nel testo una pace fiscale a saldo e stralcio, il versamento cioè di imposte, sanzioni ed interessi con un’aliquota ridotta di fronte a comprovate ipotesi di difficoltà economica del contribuente. Sparisce dal decreto l’articolo 9, comma 9, che attraverso l’integrativa speciale rendeva possibile l’emersione dei capitali detenuti all’estero con l’indicazione del monitoraggio del quadro RW. Scompaiono anche le coperture penali per alcuni reati tributari e il reato di riciclaggio e autoriciclaggio.

Integrativa, termini standard
Duilio Liburdi e Massimiliano Sironi - Italia Oggi - pag. 31
Salta la proroga triennale del termine di accertamento per chi non presenta la dichiarazione integrativa speciale. Resta, invece, la disposizione che consente alle Entrate di controllare l’integrazione effettuata in termini più ampi. In ogni caso, la preclusione all’integrativa opera per tutti coloro che sono stati già sottoposti a controllo ovvero che abbiano omesso, essendone obbligati, anche una sola delle dichiarazioni fiscali per i periodi di imposta dal 2013 al 2016. Salta anche ogni tipo di integrazione sulle attività estere anche se il testo del decreto riferendosi all’imposta sostitutiva del 20% sui maggiori imponibili, fa ancora riferimento a Ivie e Ivafe. E inoltre, pur perdendo il decreto un generale riferimento alle violazioni penali o in materia di disposizioni per il contrasto del riciclaggio, contiene ancora una locuzione che interagisce con le disposizioni penali tributarie.

Sport dilettantistico, sanatoria al 20%
Valerio Stroppa - Italia Oggi - pag. 31
Cambia il costo della pace fiscale per lo sport dilettantistico. Per l’integrazione delle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti, Asd e Ssd applicheranno la regola generale, con il versamento del 20% dell’imponibile emerso con un limite di 30mila euro annui di maggior reddito. In linea di massima, quindi, il perdono tributario costerà di più rispetto alla precedente ipotesi che prevedeva un’aliquota del 25%, ma calcolata sulle imposte versate per gli stessi periodi e, in presenza di dichiarazioni negative od omesse, importi a forfait rispettivamente di 800-1.600 euro di Ires e 500-1.000 euro di Irap per ciascun anno sanato. Come già avvenuto per la generalità dei contribuenti, stop alla protezione penale per chi si autodenuncia. E’ quanto prevede la bozza del decreto fiscale varata sabato scorso dal Consiglio dei Ministri.

Sanatoria, si passa dall’Agenzia
Andrea Bongi e Fabrizio G. Poggiani - Italia Oggi - pag. 32
Sono fuori dalla definizione agevolata le liti pendenti che non hanno come controparte l’Agenzia delle Entrate. Pensiamo, ad esempio, ai tributi locali. Fuori anche le liti riguardanti le risorse proprie tradizionali della Ue, le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato e l’Iva all’importazione. Da chiarire invece l’inclusione delle liti che hanno quale controparte il nuovo ente della riscossione, Agenzia delle entrate-Riscossione. La bozza del dl sulle liti pendenti prevede che in caso di soccombenza delle Entrate in primo grado è dovuto il 50% delle imposte, con stralcio di sanzioni e interessi; il 20% in caso di soccombenza in secondo grado, sempre con stralcio di sanzioni e interessi. Negli altri casi è previsto il pagamento totale delle somme corrispondenti al valore della lite, escluse sanzioni e interessi. Se la lite riguarda sanzioni non collegate al tributo il costo ammonta al 15% in caso di soccombenza delle Entrate e al 40% negli altri casi. (Ved. Anche Il Sole 24 Ore: ‘Definizione liti senza sconti con il rinvio della Cassazione’ – pag. 28)

Più tempo alla detrazione Iva
Franco Ricca - Italia Oggi - pag. 33
Una norma contenuta nel decreto fiscale collegato alla manovra economica 2019 allarga le maglie temporali per l’esercizio del diritto alla detrazione dell’Iva. L’imposta potrà essere detratta nella liquidazione relativa al mese di effettuazione dell’operazione anche se la fattura del fornitore arriverà nel mese successivo, purché entro il giorno 15, ossia in tempo utile per l’esecuzione della liquidazione periodica. Il prolungamento non potrà interessare, però, le operazioni dell’anno precedente, per cui ne sono escluse, ad esempio, le fatture del mese di dicembre arrivate a gennaio. La novità sarà apprezzata dai contribuenti che potranno recuperare più agevolmente l’Iva assolta sugli acquisti, evitando di dover effettuare versamenti periodici. I consulenti, tuttavia, saranno chiamati a valutare in tempi strettissimi se e in che misura compete il diritto alla detrazione.

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