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Giovedì, 14 Dicembre , 2017
Il conto della burocrazia? Arriva a 33 miliardi
Claudia Voltattorni - Corriere della Sera - pag. 43
I costi degli adempimenti burocratici che gravano su un’impresa arrivano a quasi 8mila euro ogni anno. Decisamente troppi per le piccole e piccolissime imprese. L’onere grava sul 39% del profitto lordo dell’imprenditore. Il conto ammonta complessivamente a 33 miliardi di euro all’anno. La ‘cattiva burocrazia’ dice il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, continua a produrre effetti dannosi, indebolendo il sistema delle imprese, incidendo negativamente e pesantemente sul rapporto di fiducia tra imprenditori e pubblica amministrazione’. Gli ultimi dati dicono che le micro e piccole imprese (sotto i 19 addetti) sono schiacciate dall’eccesso di burocrazia. Il 75% degli intervistati dichiara di non aver percepito alcun alleggerimento della burocrazia, nonostante gli sforzi fatti dalla Pubblica amministrazione. Insufficiente anche l’informatizzazione delle pratiche. Il 36% dice di non aver percepito alcun miglioramento nel passaggio all’informatizzazione di alcuni adempimenti. Molti parlano di duplicazione: digitale più cartaceo.

Si rafforza la crescita, +1,5% nel 2018
Nicoletta Picchio - II Sole 24 Ore - pag. 2
Il Centro studi di Confindustria ha alzato la previsione del Pil per il 2018 portandola all’1,5%. Nel 2019 dovrebbe invece attestarsi all’1,2% mentre il 2017 si chiuderà a +1,5. Confermata l’inversione di tendenza. Il paese presenta potenzialità interessanti e alcuni provvedimenti come il Jobs act e il piano Industria 4.0 che stanno producendo effetti sull’economia reale. Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, commenta le previsioni del Csc e l’ultimo dato Istat sulla produzione industriale che cresce. ‘Occorre andare avanti su questa strada e non smontare le riforme. L’economia è ancora debole, se facciamo errori sono sempre possibili passi indietro’. ‘Occorre buon senso e pragmatismo. La stagione delle riforme deve andare avanti’. Il contesto è favorevole: la velocità della crescita globale è la più alta dal 2010, l’Italia vi partecipa pienamente, solo ‘incidenti di percorso’ potrebbero far ‘deragliare il treno in corsa’. Il Centro studi ipotizza anche possibili rialzi: l’ultimo periodo 2017 potrebbe chiudersi in accelerazione, aumentando il trascinamento sul prossimo anno. E potrebbero aumentare anche i fattori frenanti (credito e investimenti pubblici).

La Svizzera rilancia il segreto bancario
Alessandro Galimberti - II Sole 24 Ore - pag. 3
Domani il Parlamento svizzero voterà un'interpretazione molto restrittiva del segreto bancario. Le banche e gli altri intermediari dovranno avvisare in anticipo i correntisti/risparmiatori/investitori stranieri circa i dati che si accingono ad inviare automaticamente alle loro autorità fiscali. Non a caso avvocati e professionisti stanno già mettendo a punto la strategia di rallentamento per via giudiziaria del rilascio delle info, soprattutto in direzione Sud. L'inversione di orientamento sul tema 'trasparenza' non è comunque un'esclusiva d'oltralpe. Su 148 Paesi che hanno siglato accordi multilaterali o bilaterali per lo scambio di informazioni fiscali, ben 90 mantengono una forma più o meno intensa di segreto bancario, 37 addirittura conservano il totale segreto bancario. 22 Paesi non hanno siglato alcun tipo di accordo per lo scambio di informazioni fiscali.

Perdite deducibili in regime di cassa
M.Mo. e M.Rog. - II Sole 24 Ore - pag. 8
Potrebbe arrivare nella manovra 2018 il provvedimento che consente anche alle piccole imprese che vogliono optare per il regime semplificato per cassa di poter riportare le perdite da un anno all’altro così come avviene per le società di capitali. Emendamenti di maggioranza e opposizione puntano a dare piena attuazione al nuovo regime semplificato che consente alle imprese in contabilità semplificata di pagare Irpef e Irap solo sui redditi effettivamente incassati. Nel regime di cassa, però, al momento non è consentito far transitare le perdite da un anno all’altro. Per non subire questa penalizzazione, oltre due milioni di imprese rinunceranno al nuovo regime semplificato sobbarcandosi i maggiori costi amministrativi della contabilità ordinaria. La soluzione proposta consente alle imprese in contabilità semplificata di portare in deduzione le perdite d’esercizio e quelle derivanti dalla partecipazione in snc e in sas in diminuzione dei relativi redditi nei periodi d’imposta e per la differenza nei successivi, in misura non superiore all’80% dei relativi redditi conseguiti negli stessi periodi d’imposta e per l’intero importo. Resta il nodo coperture.

Accantonamenti iscritti per natura
Luca Miele - II Sole 24 Ore - pag. 30
In base all’Oic 31 gli accantonamenti a fondi rischi e oneri vanno classificati nel conto economico, insieme agli altri componenti di reddito aventi la medesima natura. Già la versione 2014 dell’Oic 31 affermava che gli accantonamenti a fondi inerenti l’attività caratteristica o accessoria dell’impresa andavano classificati nella macro-classe B dello schema di conto economico, nelle voci a cui si riferiscono, se si trattava di fondi specifici, e non nelle voci B12 e B13. Gli accantonamenti per rischi e oneri relativi all’attività finanziaria o straordinaria, invece, si classificavano rispettivamente nella macro-classe C e nella macro-classe E dello schema di conto economico citato. In base al paragrafo 19 dell’Oic 31 nella versione 2016, gli accantonamenti ai fondi rischi e oneri sono iscritti prioritariamente nelle voci di costo di conto economico delle pertinenti classi (B,C o D) dovendo prevalere il criterio della classificazione ‘per natura’ dei costi. La contabilizzazione dell’accantonamento deve avvenire tenendo conto della natura del costo che ha dato origine allo stanziamento. Sono deducibili solo i componenti elencati nell’art. 107 del Testo unico.

Con il ravvedimento una chance in più per evitare il reato
Tonino Morina e Antonio Zappi - II Sole 24 Ore - pag. 30
Con il ravvedimento è possibile sanare anticipatamente gli esiti di un controllo anche nelle more di verifiche e nelle fasi istruttorie dei controlli ‘a tavolino’ del fisco. Infatti, nonostante l’avvio del controllo, fino alla notifica di cause ostative, il contribuente può rimuovere infedeltà dichiarative, per anticipare la contestazione di rilievi tributari e per evitare conseguenze penali. Su questo tema si è espressa la circolare 1/2018 della Guardia di finanza. Ad esempio in caso di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, punita con la reclusione da un anno e sei mesi, a sei anni, con il ravvedimento il soggetto interessato può sanare l’infedeltà pagando tributi, sanzioni e interessi legali. Questo può aprire la strada al perfezionamento della sanatoria in ambito amministrativo-tributario e in ambito penale. Chi detiene fatture relative ad operazioni fittizie emesse da altri, non potrà essere chiamato a rispondere in sede penale neanche a titolo di tentativo.

Rottamazione bis, ammessi i morosi delle vecchie rate
Luigi Lovecchio - II Sole 24 Ore - pag. 31
Nella rottamazione bis sono ammessi anche coloro che erano stati scartati a causa di vecchie morosità. Per accedere alla definizione agevolata questi contribuenti devono pagare in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2018, l’importo delle rate scadute alla fine dell’anno scorso, previa presentazione della domanda da effettuare entro i 15 maggio 2018. Chi abbandona la definizione, ma aveva in essere piani di dilazione precedenti, vedrà spalmato il residuo sul numero di rate non pagate del piano originario. Sono le prime risposte dell’Ader ai quesiti formulati dall’Odcec di Roma, riferiti sia alla prima procedura agevolata che alla riapertura. L’Ader ribadisce innanzitutto che la rottamazione bis non vale per i debitori che hanno già presentato la domanda entro il 21 aprile scorso e non hanno pagato le rate dovute. Tale esclusione opera limitatamente ai carichi inclusi nell’istanza trasmessa in precedenza. Nessun ostacolo, invece, se il debitore intende definire delle partite esistenti al 31 dicembre 2016 che non erano indicate nella vecchia domanda.

Possibile tenere e-registri sempre stampabili su carta
Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce - II Sole 24 Ore - pag. 31
La legge 172/2017 di conversione del decreto 148 prevede che è possibile stampare su carta i registri Iva tenuti e aggiornati elettronicamente a patto che venga presentata richiesta. In sede di accertamento, ispezione o verifica tali registri devono risultare aggiornati sui sistemi elettronici. A una prima lettura la nuova disposizione sembra introdurre una deroga all’obbligo di conservazione elettronica dei documenti formati su supporto informatico, al contrario, invece, va evidenziato come la novità legislativa si occupi solamente della tenuta dei registri e non anche della loro conservazione. La tenuta dei registri Iva, così come quella di tutte le altre scritture contabili, va effettuata mediante adempimenti quali la numerazione progressiva in ogni pagina. Tutte le scritture contabili, compresi i registri Iva, vanno tenuti senza spazi in bianco, interlinee e trasporti a margine, e non sono inoltre consentite abrasioni. La validità della tenuta senza materializzazione su carta riguarda esclusivamente i registri Iva acquisti e vendite.

Premi arretrati a tassazione separata
Marco Strafile - II Sole 24 Ore - pag. 33
Con la risoluzione n. 151/E di ieri l’Agenzia delle Entrate affronta un caso riguardante l’applicabilità della tassazione separata su arretrati di lavoro dipendente. Alcune Amministrazioni avevano chiesto se le retribuzioni di risultato erogate nel 2017, ma relative agli anni dal 2013 al 2015, siano da assoggettare a tassazione separata, considerato che il ritardo nel pagamento ha superato l’arco temporale ‘fisiologico’ di un anno. Per l’Agenzia va considerato il carattere non ‘fisiologico’ del ritardo. Vanno dunque tassati separatamente i premi erogai nel 2017 ma maturati negli anni 2013 e 2014, mentre per quelli relativi al 2015 è lasciata alle Amministrazioni istanti la valutazione della ricorrenza delle circostanze non fisiologiche utili ad applicare il predetto regime agevolato la cui finalità è quella di evitare che nei casi di redditi riferiti a più annualità e percepiti in ritardo, il sistema di progressività delle aliquote determini un pregiudizio per il contribuente, per vicende a lui non imputabili. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Ritardo non è fisiologico ok a tassazione separata’ – pag. 25)

Proroga ampia per il country by country
Giacomo Albano e Livio Zalio - II Sole 24 Ore - pag. 33
Con un comunicato l’Agenzia delle Entrate informa che è stato rinviato al 9 febbraio 2018 il termine per l’invio delle comunicazioni country by country per tutti i contribuenti. Il termine sarebbe dovuto scadere il 31 dicembre 2017. La proroga interessa sia le imprese il cui periodo d’imposta inizia il 1°gennaio 2016 o in data successiva e chiude al 31 dicembre 2016 che le imprese il cui periodo d’imposta inizia il 1°gennaio 2016 o in data successiva e chiude prima del 31 dicembre 2016. In sostanza, tutti i soggetti il cui termine ordinario sarebbe scaduto al 31 dicembre 2017.

Al via il do ut des fiscale
Cristina Bartelli - Italia Oggi - pag. 26
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha annunciato ieri al convegno di Rete imprese Italia che il fisco invierà ai contribuenti una lettera per spiegare come saranno utilizzate le somme richieste. Dal modello F24 alle lettere di compliance, da quelle sui controlli automatizzati agli accertamenti, ogni comunicazione avrà una postilla in cui si suddividerà la cifra richiesta nelle diverse voci di spesa dello stato che l'incasso andrà ad alimentare. Ogni contribuente saprà così come le imposte pagate sono state spese dallo stato.

Fondo perduto, si paga l’Ires
Valerio Stroppa - Italia Oggi - pag. 26
Le somme versate a fondo perduto a una società da parte di un'altra società appartenente al medesimo gruppo, ma non socia della prima, si considerano sopravvenienze attive. Quindi imponibili ai fini Ires. Solo gli importi pagati a fondo perduto dai soci possono godere dell'esenzione fiscale. La diversità di situazione giustifica il differente trattamento tributario, senza per questo violare i principi di uguaglianza e capacità contributiva sanciti rispettivamente dagli articoli 3 e 53 della Costituzione. Ad affermarlo la Corte costituzionale con la sentenza n. 264/2017 di ieri. I giudici delle leggi hanno ritenuto non fondata la questione sollevata dalla Ctr Veneto.

Documenti sempre pronti
Debora Alberici - Italia Oggi - pag. 26
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 55476 del 13 dicembre 2017, stabilisce che commette reato il professionista che non conserva nel suo studio o in quello del proprio consulente la contabilità e i documenti fiscali impedendo alla Guardia di finanza, in sede di accesso, di verificare e ricostruire il volume d'affari. La punibilità non viene meno neppure se il plico viene consegnato in un secondo momento all'Agenzia delle Entrate. I giudici con l'ermellino hanno respinto il ricorso di un professionista reo di non aver conservato tutte le fatture nei suoi studi né presso il commercialista.

Registrazioni Iva, sprint finale
Tania Stefanutto - Italia Oggi - pag. 27
Corsa contro il tempo per i contribuenti per l'annotazione delle fatture 2017. Le modifiche introdotte dalla legge 96/2017 dispongono che il diritto alla detrazione è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto alla detrazione è sorto. Inoltre, in merito alla registrazione delle fatture di acquisto le novità prevedono l'obbligo di annotarle in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e, comunque, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno. Dalla lettura combinata di queste disposizioni emerge che la registrazione non è legata all'anno di emissione, ma di ricezione della fattura, mentre la detrazione resta legata al momento in cui sorge il diritto alla detrazione. La conseguenza è un possibile ingorgo gestionale di registrazioni e detrazioni che potrebbero portare alla perdita dell'imposta a credito o al moltiplicarsi di dichiarazioni integrative.

Tassa Airbnb alla Ue
Matteo Rizzi - Italia Oggi - pag. 28
Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso al Tar di Airbnb contro la tassa sulle locazioni brevi e ha disposto la fissazione dell'udienza di merito da parte del Tribunale amministrativo regionale. La decisione riguarda l'ordinanza del Tar del Lazio del 18 ottobre che aveva respinto la richiesta di sospendere, in via cautelare, il provvedimento delle Entrate del 12 luglio, con cui era stato disposto l'obbligo di applicare la cedolare secca sugli affitti fino a 30 giorni. La Corte ha motivato l'accoglimento del ricorso sostenendo che la tassa Airbnb viola potenzialmente il diritto dell'Unione europea. Per questo motivo ritiene che la questione sia meritevole di essere approfondita nella sede più opportuna del merito.

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