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Premi di risultato e welfare aziendale – le novità della legge di Bilancio 2018
Venerdì, 6 Aprile , 2018
L’Agenzia delle Entrate dedica la circolare n. 5/E del 29 marzo 2018 alla detassazione dei premi di risultato e al nuovo regime fiscale d’incentivo al welfare aziendale. I chiarimenti concernono la detassazione, prevista dalla legge di Stabilità 2016, sui premi di risultato collegati ad incrementi di produttività. La misura è stata oggetto di modifica ad opera della legge di Bilancio 2017 e, successivamente, dal dl 50/2017, convertito con modificazioni nella legge n. 96/2017. Anche la legge di Bilancio 2018 si è espressa a riguardo. I lavoratori dipendenti del settore privato possono beneficiare dell’imposta sostitutiva per i premi di risultato, a condizione che nell’anno precedente a quello di percezione del premio abbiano maturato reddito da lavoro dipendente non superiore a 80mila euro. Il nuovo limite (prima era di 50mila euro annui) si applica a partire dai premi di risultato erogati nel 2017, anche se maturati in precedenza. La legge n. 232/2016 ha innalzato, dal 2017, l’importo del premio assoggettabile a imposta sostitutiva a 3mila euro o 4mila euro in caso di premio erogato da aziende che adottano il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro. Per queste aziende il dl 50/2017 ha previsto, riguardo ai contratti stipulati dopo il 24 aprile 2017, in luogo dell’innalzamento del limite agevolabile (a 4mila euro), la riduzione dell’onere contributivo su una parte del premio. Al datore di lavoro è concesso di ridurre il proprio carico contributivo di 20 punti percentuali relativamente a una porzione di premio del risultato agevolabile non superiore a 800 euro, e al lavoratore di non versare su tale importo i contributi a proprio carico. Al fine di potenziare l’accesso al regime sostitutivo, dal 2017, è stata riconosciuta al lavoratore la facoltà di convertire il premio anche in benefit aziendali, ossia uso dell’auto aziendale, prestiti dal datore di lavoro, alloggi gratuiti e biglietti ferroviari. Tali benefit, erogati a richiesta del dipendente in sostituzione e nei limiti di valore del premio agevolabile, sono assoggettati a tassazione ordinaria. Accanto agli incentivi fiscali, previsti a favore dei lavoratori, la legge prevede uno sgravio contributivo a vantaggio di datori di lavoro e lavoratori. La detassazione e la decontribuzione sono riservate solo al settore privato e unicamente ai lavoratori dipendenti. Abbiamo già parlato della misura degli incentivi riservati ai titolari di reddito di lavoro dipendente. E’ bene, tuttavia, precisare che la decontribuzione si applica solo ai premi di risultato erogati in esecuzione di contratti, aziendali o territoriali, stipulati dopo l’entrata in vigore del dl 50/2017, cioè dopo il 24 aprile 2017. Il doppio incentivo, fiscale e contributivo, si applica anche ai contratti modificati o integrati dopo il 24 aprile 2017 al fine di prevedere il coinvolgimento dei lavoratori. Il primo incentivo, di tipo fiscale, prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva al 10%, in luogo dell’Irpef ordinaria. Il secondo, di tipo contributivo, riconosce lo sgravio a favore dei datori di lavoro e dei lavoratori fino a un importo massimo di 800 euro di premio erogato. La detassazione si applica ai premi di risultato la cui corresponsione è legata a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione; alle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa; allo scambio di premi/utili con benefit aziendali. La decontribuzione si applica solo a premi e utili. Il premio di risultato può essere differente perché tiene conto delle performance individuali. La condizione per l’applicazione dell’imposta sostitutiva è il conseguimento da parte dell’azienda di un risultato incrementale. Dal 2017 non concorrono a formare il reddito d lavoro dipendente i contributi e/o i premi versati dal datore di lavoro per le polizze vita volte ad assicurare le terapie di lungo corso e le malattie gravi. La legge di Bilancio 2018 ha previsto la non imponibilità del valore degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, regionale e interregionale forniti, anche sotto forma di anticipazione o rimborso parziale o integrale, al lavoratore o ai suoi familiari fiscalmente a carico. L’erogazione del premio di risultato deve avvenire solo dopo la verifica del risultato conseguito dall’azienda. Il datore di lavoro che accerti ex post che il premio erogato è conforme ai presupposti di legge, può applicare l’imposta sostitutiva conguagliando le maggiori trattenute operate, o con la prima retribuzione utile o entro la data di effettuazione delle operazioni di conguaglio. Se, per circostanze oggettive, tale verifica non possa essere eseguita prima delle operazioni di conguaglio, l’azienda, per consentire al dipendente di usufruire dell’agevolazione in sede di dichiarazione dei redditi, emetterà una nuova Certificazione unica, che andrà ritrasmessa alle Entrate. In tal caso, per il tardivo invio della nuova Cu non si applicheranno le sanzioni. Inoltre, la circolare precisa che il regime fiscale agevolato può trovare applicazione anche all’acconto di premio di risultato a patto che sia riscontrabile al momento della relativa erogazione un incremento in linea con l’obiettivo individuato dal contratto. Se al termine del ‘periodo congruo’ non si registra nessun incremento, il datore di lavoro che abbia già versato acconti di premio dovrà emettere una nuova Cu e recuperare le minori imposte versate in applicazione dell’imposta sostitutiva o indicare al dipendente di provvedervi in sede di dichiarazione.
(Vedi circolare n. 5 del 2018)

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