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InapplicabilitÓ degli incentivi previsti per il rientro dall'estero di docenti e ricercatori alle attivitÓ assistenziali prestate presso le aziende ospedaliero-universitarie
Venerdì, 1 Dicembre , 2017
Una universitÓ ha chiesto chiarimenti in merito agli incentivi previsti per il rientro in Italia di docenti e ricercatori. La disciplina agevolativa interessa un professore ordinario di cardiologia che dal 1░gennaio 2017 ha chiesto di usufruire dell'agevolazione fiscale per la sua attivitÓ di docenza e ricerca svolta nel Regno Unito. Il suddetto docente svolge anche attivitÓ assistenziali presso un'Azienda Ospedaliero-Universitaria. Detta attivitÓ assistenziale si integra a quella di docente e ricercatore universitario. L'UniversitÓ esprime dubbi sulla possibilitÓ di estendere l'agevolazione in commento al trattamento economico aggiuntivo per l'attivitÓ assistenziale e ai compensi per l'attivitÓ intramuraria esclusiva svolta. Per quanto concerne l'applicazione del beneficio rivolto a docenti e ricercatori che decidono di acquisire la residenza fiscale in Italia, occorre fare riferimento al concetto di residenza valido ai fini reddituali il quale considera residenti in Italia le persone fisiche che sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno la residenza o il domicilio nel territorio dello Stato. Il soggetto trasferitosi all'estero che non si Ŕ mai cancellato dall'anagrafe della popolazione residente non pu˛ essere ammesso all'agevolazione. Il quesito formulato dall'universitÓ verte essenzialmente sulla riconducibilitÓ all'attivitÓ di docenza e ricerca dei redditi prodotti dal docente universitario per l'attivitÓ assistenziale prestata, anche in regime libero professionale, nel quadro della convenzione tra la stessa universitÓ e l'Azienda Ospedaliero-Universitaria. L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 146/E del 29 novembre 2017, precisa che i trattamenti economici previsti per lo svolgimento dell'attivitÓ assistenziale presso le aziende ospedaliero-universitarie, non possono essere considerati alla stregua di 'redditi derivanti da rapporti aventi ad oggetto attivitÓ di docenza e ricerca'. Il ricercatore, con esperienza di docenza, che rientra in Italia per svolgere attivitÓ di lavoro dipendente o autonomo pu˛ far ricorso al regime speciale per lavoratori impatriati. Tale regime trova applicazione con riferimento ai redditi di lavoro dipendente ed assimilati e di lavoro autonomo prodotti nel territorio dello Stato, che concorrono alla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef nella misura del 50%. Il nuovo regime speciale per i lavoratori impatriati richiede, fra i requisiti, l'acquisizione della residenza fiscale.
(Vedi risoluzione n. 146 del 2017)

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